Moto Ducati non più in produzione

Ducati 999

Ducati 999

ducati 999
Ducati 999

Descrizione generale
Tipo Sportiva stradale
Inizio produzione 2003
Sostituisce la: Ducati 998
Fine produzione 2007
Sostituita da: Ducati 1098
Note

La Ducati 999 è una motocicletta del tipo superbike, prodotta dall'omonima azienda italiana, tra il 2003 e il 2007.

Conosciuta nei paesi anglosassoni come "triple nine", nove nove nove in Italia, questa moto aveva il difficile compito di sostituire la Ducati 998, a sua volta erede della 996 e 916; tutte moto concepite per correre nel Campionato mondiale Superbike, dove ottennero numerosi successi, sia nelle gare singole che nella vittoria finale del titolo.

Anche la 999 venne concepita per essere utilizzata nella stessa maniera, e tra il 2003 e il 2007 vinse tre campionati.

 

Meccanica

Sotto questo aspetto la moto non presentò grosse rivoluzioni rispetto al passato. Il propulsore, infatti, altro non era che il pluricollaudato e vincente bicilindrico a L di 90°, montato nelle varie evoluzioni dalla Ducati 916 fino alla 998.

L'impostazione meccanica rimase invariata, ossia distribuzione a 4 valvole per cilindro, a comando desmodromico (secondo la tradizione della casa), azionata da una serie di ingranaggi a cascata, (soluzione tipica delle moto da competizione).

Il motore era sempre raffreddato a liquido, ed utilizzava l'iniezione elettronica diretta di benzina, sviluppata dalla Magneti Marelli.

Venne incrementato il suo volume, e di conseguenza la potenza erogata, che equivaleva a 140 cavalli, nella versione meno prestante, per arrivare a 150, per la versione R, ossia la versione stradale più performante.

La versione da competizione più evoluta invece, poteva contare su una potenza di 205 cavalli.

Il cambio era del tipo estraibile, a sei rapporti.

Il sistema di scarico invece, era completamente nuovo, con camere d'espansione decisamente più grosse, che inoltre influenzarono molto il nuovo design della moto. Al pari della 998, gli scarichi erano posizionati immediatamente sotto la coda della moto. Soluzione benefica ai fini aerodinamici, ma molto fastidiosa per il pilota e il passeggero, che nonostante la protezione termica, subivano parecchio il calore emanato da questi dispositivi.

Ciclistica

Il telaio venne praticamente riprogettato. Questa esigenza dipendeva dal fatto che il motore, seppur evoluto, aveva una cilindrata superiore, e dunque era più grande. Inoltre erano diversi gli attacchi del motore al telaio.

La maggior coppia e potenza, richiedevano un telaio più rigido, che fosse in grado di sopportare gli sforzi superiori, a cui era sottoposto dal motore.

Va poi detto che la moto stessa aveva dimensioni più generose.

Tuttavia anche questa moto rimaneva fedele alla filosofia Ducati, del telaio a traliccio tubolare, in luogo di quello a doppia culla.

La carena, e tutte le parti della carrozzeria invece, sono completamente differenti rispetto a quelli dei modelli precedenti, che conservavano tutti una certa familiarità tra di loro.

Questo progetto, sviluppato in collaborazione con l'ingegnere meccanico Massimo Tamburini, è stato affidato a Pierre Terblanche, che ha curato l'estetica di praticamente tutti i modelli Ducati, realizzati nella prima decade degli anni duemila.

La linea è molto tesa, spigolosa e muscolosa, ma altrettanto elegante. Trasmette subito una sensazione di potenza e agilità. Decisamente in linea coi canoni estetici delle moto della sua epoca, che tendono a un disegno ricco di spigoli, ma al tempo stesso è molto originale, grazie all'impiego di soluzioni insolite, a volte retrò, come le prese d'aria del cupolino, richiamo a modelli del passato quali la Ducati 851 e la Ducati 888. Molto innovativa tutta la parte anteriore, in particolar modo la fanaleria, ma anche il posteriore, con una grossa camera d'espansione impiegata per lo scarico. Tuttavia, per quanto futuristiche, queste idee non sono state riprese su altri mezzi, ma hanno comunque garantito alla 999, una certa esclusività, poiché costruita secondo criteri in controtendenza con le normali applicazioni, ma che nonostante ciò si sono rivelate prestazionali e affidabili.

Un po' tutta la moto, è un concentrato di pensieri originali e inusuali, dalla distribuzione desmodromica, al motore bicilindrico, passando per il telaio a traliccio di tubi, fino ad arrivare alla linea.

Tuttavia, per la sua erede, la Ducati 1098, si è optato per un progetto un po' meno "vistoso", anche se la meccanica è similare.

Superbike World Championship


La Ducati 999F03 del team ufficiale Ducati Fila.Questa moto vinse il campionato del mondo al suo esordio

Non va dimenticato che la 999 è innanzitutto una moto da competizione.

Il motivo principale per cui è stata progettata, infatti, era quello di correre (e possibilmente vincere) il campionato mondiale Superbike, massima espressione del motociclismo a livello di veicoli derivati dalla serie.

Infatti la 999 veniva commercializzata per poter correre in tale campionato, il quale prevede la produzione di un numero minimo di moto, affinché possano essere considerate derivate di serie e non prototipi, come le Moto GP.

La prima apparizione della 999 nel mondiale superbike risale al 2 marzo 2003, quando si corse la gara inaugurale della stagione, sul circuito iberico Ricardo Tormo di Valencia.

Quell'anno corsero solo due Ducati 999, ambedue di proprietà della squadra corse ufficiale della Ducati, quello che allora si chiamava Team Ducati Fila. Le due 999F03 (così era identificata la 999 da competizione), vennero affidate ai piloti Neil Hodgson e Ruben Xaus.

Nonostante fosse la stagione d'esordio per le nuove moto di Borgo Panigale, le stesse monopolizzarono il campionato. Si corse in 12 nazioni, per un totale di 24 gare, di cui 13 vinte da Hodgson (9 consecutive) e 7 da Xaus. Così l'inglese Hodgson non faticò ad aggiudicarsi il mondiale piloti, mentre lo spagnolo Xaus divenne vicecampione del mondo piloti, alle spalle del compagno di squadra. Grazie poi alle vittorie di James Toseland, Pierfrancesco Chili e Shane Byrne, che guidavano la vecchia Ducati 998 per conto di team privati, la casa italiana ottenne senza problemi anche il mondiale costruttori, ma soprattutto nessuna altra marca riuscì a vincere nemmeno una gara quell'anno.

Nel 2004 il team ufficiale decise di cambiare piloti, e la nuova 999F04 venne guidata dall'inglese James Toseland e dal francese Regis Laconi. La Ducati vinse 10 gare su 22, di cui 7 per merito di Laconi, che però pagò cara la scarsa costanza di risultati e dovette accontentarsi del titolo di vicecampione del mondo, alle spalle del compagno di marca. Infatti Toseland vinse solo 3 gare, ma si aggiudicò diversi piazzamenti a punti. Inoltre la 999 vinse altre 7 gare grazie a Noriyuki Haga (6 vittorie) e Garry McCoy (1 vittoria), che conducevano per team privati la 999RS, ossia la 999 dell'anno prima, leggermente aggiornata, ma non al livello della moto ufficiale. La Ducati dunque ottenne sia il titolo piloti che quello costruttori, oltre ad un'ultima soddisfazione, ossia la vittoria di Pierfrancesco Chili a San Marino, con la 998RS affidata alla squadra privata PSG-1 Corse. Un'impresa non da poco, dato che questa moto era ormai obsoleta, e non più aggiornata da due anni.

Nonostante la superiorità tecnica dimostrata nel biennio 2003-04, nel mondiale 2005 il team ufficiale (ora Team Ducati Xerox), non riuscì a riconfermare con la 999F05 gli strepitosi risultati a cui era abituata. Ancora una volta i piloti furono Toseland e Laconi, che ottennero rispettivamente il quarto e sesto posto in classifica generale, con 1 e 3 vittorie a testa. La 999 vinse due gare anche con Lorenzo Lanzi, che pilotava una moto ufficiale per il team privato Ducati SC Caracchi. Il mondiale venne dominato da Troy Corser su Suzuki, la quale vinse anche il campionato costruttori, mentre la scuderia italiana dovette cedere il passo anche alla Honda, classificandosi così terza.

Nel 2006 però i riflettori tornarono ad essere puntati sulla moto rossa, grazie soprattutto all'ingaggio del pilota australiano Troy Bayliss, reduce da tre non troppo felici stagioni in MotoGP, le prime due delle quali alla guida della Ducati. A Bayliss venne affiancato l'emergente Lanzi. I due si trovarono a gestire la rinnovata 999, ora rinominata 999F06. L'italiano non impressionò più di tanto, e chiuse all'ottavo posto assoluto nel campionato, con un doppio terzo posto in Spagna come miglior risultato stagionale. Chi impressionò invece fu l'australiano, già vincitore del campionato 2001 sempre con la Ducati.

ducati 999 in pista

Troy Bayliss guida la 999F07, nel Mondiale Superbike 2007

Fu l'unico pilota quell'anno a vincere con una Ducati. Probabilmente per via dell'esperienza, e dell'abitudine a gestire la spropositata potenza della Desmosedici di MotoGP, non tardò a prendere confidenza con la 999F06, con cui si aggiudicò 12 gare, e dunque il campionato. Grazie soprattutto a lui, la Ducati vinse anche il mondiale costruttori.

Quello del 2007 è stato l'ultimo mondiale disputato dalla 999. La sua ultima evoluzione venne chiamata Ducati 999F07.

ducati 999 in piega

Ruben Xaus nel 2007 con la Ducati 999 F06 del Team Sterilgarda

Con questo modello i piloti del team ufficiale, Troy Bayliss e Lorenzo Lanzi, ottennero diversi piazzamenti a punti, oltre a sette vittorie del pilota australiano. Nonostante ciò non riuscirono ad aggiudicarsi il mondiale, condizionato da qualche ritiro, e dall'infortunio di Bayliss. Quest'ultimo finì quarto in campionato, e Lanzi settimo. La Ducati terminò il mondiale costruttori al terzo posto, dietro alla vincitrice Yamaha, e alla Honda. La 999 vinse un'ulteriore gara, in Spagna, con Ruben Xaus (il pilota che l'aveva portata all'esordio col team ufficiale nel 2003), in sella ad una 999F06 dell'anno prima affidata alla scuderia privata Team Sterilgarda.

Dal campionato 2008, la Ducati ha deciso di mandare in pensione la vincente ma obsoleta 999, il cui testimone è stato raccolto dalla Ducati 1098.

In totale la 999, nelle sue varie versioni ed evoluzioni, ha preso parte a 120 gare del mondiale superbike, ottenendo in tutto 55 vittorie, ossia quasi la metà delle corse a cui ha preso parte. Questo le ha garantito di vincere 3 campionati piloti e 3 campionati costruttori sui 5 a cui ha partecipato.

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Ducati_999